![]() |
![]() |
[ home ] | [1/00] [2/00] [1/01] [2/01] [1/02] [1/03] [2/03] [1/04] [2/04] [1/05] [2/05] [1/06] [2/06] [1/07] |
Angela Nava
|
Alfonso Maurizio Iacono - Preside della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Pisa
Ben chiaro deve però essere il Confine tra gioco e non gioco: l'imitazione della guerra è una non guerra. Ed è necessario distinguere tra illusione e inganno, poiché con l'inganno si perde la concezione del contesto. I bambini devono imparare il gioco di diventare l'altro per acquisire le proprie autonomie mentre l'autonomia stessa va intesa come autoregolazione. Si deve limitare l'onnipotenza del bambino, perché è necessario affermare il principio di realtà e la coscienza del limite. Ma c'è anche l'autonomia nella relazione: se non c'è mutamento nella storia non c'è storia. Il significato della favola è nella relazione tra il contenuto e l'interpretato. L'adulto non deve comunicare la verità, ma deve dare spazio, lasciare che la verità sia meno importante della realtà. Importante, infine, è il Gioco delle condizioni condivise, il gioco di diventare l'altro per rientrare in se stesso. (sintesi non rivista dall'autore) |